Università Cattolica del Sacro Cuore
Milano
 

Lingua e Letteratura Sanscrita

(Prof. Paolo Magnone)
   
Orario del corso
A.A. 2017/2018
 

Elementi di grammatica sanscrita
e scrittura devanāgarī

Le nozioni basilari della fonologia e della morfologia sanscrita si studieranno in traslitterazione, devanagari per facilitare l’apprendimento delle complesse strutture della lingua senza l’ostacolo aggiuntivo della grafia. La bella e difficile scrittura devanāgarī sarà introdotta fin dall’inizio, ma in maniera graduale, nel corso delle esercitazioni, allo scopo di consentire l’accostamento diretto ai testi, pubblicati in massima parte in India appunto in quella che è anche la scrittura in uso per la moderna lingua hindī.

Il corso di Lingua e Letteratura Sanscrita consta di 4 ore settimanali e si articola in 2 semestri.

Primo semestre: 1] Elementi di grammatica sanscrita e scrittura devanagari (I) 2] Lineamenti di indologia e storia della letteratura: il periodo vedico.

Secondo semestre: 1] Elementi di grammatica sanscrita e scrittura devanagari (II) 2] Lineamenti di indologia e storia della letteratura: il periodo classico 3] «Ciò che disse il tuono»: echi e frammenti indiani in The Waste Land di T. S. Eliot.

 

I Sem.

Mar

Gio

 

13:30-14:30
14:30-15:30
13:30-14:30
14:30-15:30

 

1
2
1
2

 

 

Lineamenti di indologia e storia della letteratura

I lineamenti fondamentali della cultura indiana dal periodo vedico all’epoca classica. La cultura indiana nelle sue manifestazioni piú eminenti, anche di Ahimsacarattere letterario e artistico, è essenzialmente permeata di spirito religioso; il corso di introduzione all’indologia si concentrerà pertanto su una presentazione degli aspetti piú salienti del pensiero filosofico-religioso vedico e hinduista attraverso alcune delle sue opere principali: i Veda, le Upaniṣad, il Mahābhārata, il Rāmayaṇa, i Purāṇa.

II Sem.

Mer

Gio

 

14:30-15:30
15:30-16:30
13:30-14:30
14:30-15:30

 

1
2
1
2

 
Le lezioni avranno luogo presso la sede dell’Università Cattolica, Largo Gemelli 1, 20123 Milano, con inizio il 3 ottobre 2017. La frequenza è aperta anche ad esterni, che hanno facoltà di iscriversi ai singoli corsi attivati dall’Università.  

«Ciò che disse il tuono»: echi e frammenti indiani in The Waste Land di T. S. Eliot

lampo

Dèi, uomini e demoni, le tre figliolanze di Prajāpati, il Signore delle creature, chiesero un giorno al loro padre e maestro: «Signore, dicci qualcosa!». A ciascuno egli disse la sillaba da: perché gli dèi, come alle scritture piace ripetere, amano l’enigma. Ciascuno intese a suo modo: dāmyata, ‘disciplinatevi’, intesero gli dèi; datta, ‘siate generosi’, intesero gli uomini; dayadhvam, ‘abbiate compassione’, intesero i demoni; e ciascuno intese nel modo giusto l’ammaestramento di Prajāpati, che la voce del tuono non si stanca di ripetere: «Da da da». Questa parabola della Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad è evocata nel titolo, nel testo e nell’ultimo verso della sezione conclusiva di The Waste Land di T. S. Eliot, suggellata dalla triplice invocazione di Śāntiḥ, la pace promessa al meditante che raggiunge l’estinzione nel Sé. Il pensiero indiano, che egli conobbe di prima mano grazie agli studi di sanscrito e pāli che affiancò agli studi classici e filosofici nel suo periodo formativo, rappresenta d’altronde una delle influenze fondamentali che contribuirono a plasmare la visione di una delle voci poetiche piú significative del Novecento.

La calligrafia «Ahiṁsā paramo dharmaḥ» è di R.K. Joshi.

eXTReMe Tracker